on stage

22 APRILE


22 APRILE

ore 21.00


Teatro dell'Orologio

Sala Orfeo


durata 35 min



intero 12 euro

ridotto 8 euro



prenotazioni

Teatro dell'Orologio

06 6875550

#1

PIERGIORGIO MILANO / PESADILLA


un progetto di ricerca di Piergiorgio Milano

produzione di La Leggera Associazione 


Danza, Teatro, fisica del Circo.

È un insieme di studi coreografici e teatrali sulla prassi più estesa della vita quotidiana: svegliarsi, lavorare e dormire. La ricerca si sviluppa attraversando una serie di problemi dai nomi esotici e allo stesso tempo ordinari nella vita di molte persone: insonnia, narcolessia, sonnambulismo.

Pesadilla significa incubo. Spettacolo vincitore del Premio Equilibrio 2015.


Piergiorgio Milano


PIERGIORGIO MILANO

Piergiorgio Milano ha 31 anni ed è un artista, danzatore e coreografo italiano.

È un avventuriere della domenica, un cuoco molto attaccato alle tradizioni del suo paese, uno scalatore debuttante e un surfista molto determinato. Piergiorgio è nato ai piedi delle Alpi, ha scelto il Belgio come base ma s’immagina di vivere ai bordi dell'oceano. Dal suo debutto come artista di strada fino ad oggi, è costantemente in viaggio per lavoro e preferisce tutt’ora muoversi con mezzi terreni che aerei.

Nel 2010 vince il Premio Equilibrio con Migrandi.

Pesadilla è la sua seconda vittoria al Premio Equilibrio, come miglior interprete.

23 APRILE


23 APRILE

ore 21.30


Teatro dell'Orologio

Sala Moretti


durata 35 min














intero 12 euro

ridotto 8 euro



prenotazioni

Teatro dell'Orologio

06 6875550

#2

ZACHES TEATRO / IL FASCINO DELL'IDIOZIA


regia, coreografia e drammaturgia del suono | Luana Gramegna

scene e maschere | Francesco Givone

performers | Andrea Lorena Cianchetta, Martina Garbelli, Enrica Zampetti

musica Originale, Video & Live Electronics | Stefano Ciardi

voce | Enrica Zampetti

drammaturgia | Zelda Marcus


ph Francesco Givone


Prima tappa della Trilogia della Visione, progetto più ampio sull'opera pittorica di tre differenti artisti che indaga l'atto di vedere come foram articolata di percezione.

La visione non è un oggetto concreto e trasmissibile univocamente, ma è percepibile solo attraverso le traduzioni soggettive di ognuno, ovvero attraverso sensazioni. Colui che si abbandona alla visione è un testimone che non è in grado di raccontare ciò che ha visto. La visione è qualcosa che accade e non è ri-narrabile, è presente e assente nello stesso momento. Il Fascino dell’Idiozia è un’indagine sulle atmosfere che abitano le Pitture Nere di Goya, restituite sulla scena attraverso la luce, il suono e il movimento. Un lavoro sulla percezione costretta dalla menomazione dei sensi. I corpi sono concessi allo sguardo per sottrazione, strappati al buio, al silenzio e all’immobilità. Il fascino per Goya e le Pitture Nere è il fascino per l’idiozia nel suo significato etimologico: visione del mondo come universo privato, inafferrabile e incompreso, considerato fuori dalla normalità, dalla socialità, idiota. Bisogna abituarsi all’oscurità per vedere più a fondo e intuire presenze che non si possono cogliere ad un primo osservare.

Questa oscurità ha un suono. Sono Pitture sonore dipinte da un idiota sordo.

Zaches Teatro


ZACHES TEATRO

Zaches Teatro nasce a Firenze nel 2007. Lavora sul connubio tra vari linguaggi artistici: la danza contemporanea, i mezzi espressivi del teatro di figura, l’uso della maschera, il rapporto tra movimenti plastici e musica/suono elettronico dal vivo.

24 APRILE

24 APRILE

ore 21.30


Teatro dell'Orologio

Sala Moretti


durata 40 min
















intero 12 euro

ridotto 8 euro



prenotazioni

Teatro dell'Orologio

06 6875550

#3

QUI E ORA


di e con | Claudia Catarzi
produzione | Company Blu
con il sostegno di Inteatro/ Polverigi, Contemporanea Festival/ Fondazione Teatro Metastasio Stabile della Toscana, Centro Artistico il Grattacielo.


ph Jacopo Gennari


Vincitore dei premi: Emergenze!/ Fabbrica Europa 2013, Firenze, Corto in Danza 2013” Cagliari e della menzione speciale della giuria “MASDANZA/ International Contemporary Dance Festival of the Canary Islands”,

                                                                                          Lavoro selezionato per NID Platform 2014 e per Aerowaves SFFestival 2014.


Il lavoro si articola in tre parti, dialetticamente scandite da stimoli uditivi che dettano la prossemica ad hoc. Il tempo dilatato, il silenzio, il fruscio di un impermeabile grigio – di cui lentamente si veste – cadenzano le micro partiture di azioni: la gestualità estemporanea e spezzata rievoca una marionetta metafisica guidata da fili invisibili a ritmo sempre più frenetico. E’ un involucro, un limite conscio che lascia intuire il desiderio di liberarsi e di scoprirsi nella propria umana presenza. Un continuum di rumori industriali accompagna la presa di coscienza del corpo che si esplora nelle leggi di gravità, nel rapporto con il suolo, per abbandonarsi al flusso seguendo le note di The streets of Laredo di Johnny Cash. La lirica della ballata aggiunge una dimensione psicologica, contrastante con il formalismo iniziale. La sofferenza, la solitudine, la morte si ripercuotono ancora nei movimenti convulsi che forse sfiorano già una narrazione personale, per interromperla di scatto.

Claudia Catarzi


CLAUDIA CATARZI

Inizia la sua carriera come danzatrice con l’Ensemble di  Micha Van Hoecke. Lavora successivamente con la compagnia Dorky Park di C. Macras a Berlino. Nel 2006 è invitata con Giacomo Sacenti al Festival Internazionale per Giovani Coreografi a Caracas (Ven.). Danza in vari progetti di Michal Mualem, artista della compagnia di Sasha Waltz, con la Compagnia V. Sieni, con  Aldes di R. Castello, con Company Blu di Certini e Zerbey. Nel 2009 partecipa a Choreoroam, un progetto di ricerca di Yasmeen Godder a Tel Aviv; è invitata all’ IFA, Inteatro Festival Academy di Polverigi, dove presenta Recording e, sempre nello stesso anno, crea il solo Arrivò senza colore, co-produzione Sosta Palmizi. Lavora inoltre con Iztok Kovač, En-knap group (Ljubljana) e Làszlò Hudi (Budapest). Insieme a Mariano Nieddu è finalista al Premio Equilibrio 2010 con lo spettacolo Un giorno. Sempre con Aldes  ha danzato  nel programma televisivo “Vieni via con me”. Recentemente ha partecipato al cortometraggio The Towers di Peter Greenaway. Da settembre 2013 prende parte a Installationen Objekte Performances, progetto di Sasha Waltz.

24 APRILE

ore 22.15


Teatro dell'Orologio

Sala Moretti


durata 30 min














intero 12 euro

ridotto 8 euro



prenotazioni

Teatro dell'Orologio

06 6875550




25 APRILE

ore 21.30


Teatro dell'Orologio

Sala Moretti





biglietto unico

per entrambi

gli spettacoli


intero 12 euro

ridotto 8 euro







prenotazioni

Teatro dell'Orologio

06 6875550









intero 12 euro

ridotto 8 euro




prenotazioni

Teatro dell'Orologio

06 6875550




26 APRILE

ore 19.00


Teatro dell'Orologio

Sala Moretti












intero 12 euro

ridotto 8 euro














prenotazioni

Teatro dell'Orologio

06 6875550

ON THE OTHER HANDS (studio)


di e con | Luisa Cortesi



In scena una donna e tutte le donne del mondo. “On the other hand” come riflessione, ripensamento e possibilità di reazione, come ricerca di individualità e unicità ma anche di relazione e dialogo nella possibilità di condivisione. Il corpo sulla scena delinea immagini disegnando lo spazio con la reazione del riflesso ai condizionamenti del mondo.

Una storia femminile.

In questo tempo, in questa parte del mondo una donna cerca la propria immagine nel mondo e nel tempo. Si relaziona al suo mondo interiore e a tutto ciò a cui e’ capace di accedere del mondo, costruisce una piccola storia fatta di reazioni e riflessi fisici, corporei.

Una storia fatta di movimento. Una costruzione di immagini in movimento, in continua trasformazione.

La creazione di un discorso sull’identità si forma attraverso la distruzione di ogni immagine raggiunta e evocata nella rappresentazione coreografica. Azione fatta di passaggi logici, salti pindarici, processi di sviluppo ritmico, dinamiche interrotte, ripetizioni necessarie, notazioni inconcludenti, percorsi non lineari, indugi, oscillazioni. Immagine vulnerabile e umana e per questo paradossalmente eterna e universale.

L’azione arriva come un’intuizione e quindi chiara completa e fulminea. Il racconto di anima danzante che attraverso il movimento si mostra e cerca di rendersi visibile.


Luisa Cortesi

LUISA CORTESI

Dopo aver studiato danza contemporanea in Italia, Europa e Stati Uniti, inaugura nel 1999 un percorso di sperimentazione in ambito performativo che alterna progetti personali a collaborazioni con artisti di varie discipline. Insieme all’artista visivo Massimo Barzagli, realizza performances, spettacoli e video presentati in centri d’arte contemporanea, teatri e festival italiani e internazionali.


25 APRILE

#4

DU LIEBST MICH ZU VIEL


di e con | Helen Cerina


ll lavoro si è sviluppato attorno ad idee di disconnessione, sia come ispirazione per la ricerca sul movimento sia come modo per strutturarlo.

Affronto nozioni di presente/presenza, passato/assenza/fantasmi. Cerco di vivere il processo della messa in scena come un territorio di comune esplorazione (mia e del pubblico) piuttosto che come rappresentazione, perché ogni tipo di rappresentazione è per me un meccanismo di creazione di illusioni. Questo lavoro vuole evitare linearità temporale, narrativa, e desiderio di senso.


Helen Cerina



SHELL (studio)


di e con | Helen Cerina

disegno luci | Chiara Zecchi


Il titolo ha origine nell'esperienza del danzare bendata, uno stato di soggettiva percezione del tempo e dello spazio che metaforicamente descrivo come uno stato 'guscio' perché rimanda al movimento di chiocciole che si orientano attraverso il tatto. Qui il procedere avviene attraverso la scoperta consapevole dei confini epidermici, il limite tra gli spazi interni ed esterni del corpo.

In contrapposizione, 'danzare fuori dal guscio', significa lasciarsi attaccare, sommergere e muovere dallo stimolo visivo, incluso quello che il pubblico e lo spazio circostante rappresentano. Utilizzare lo strumento occhio per codificare memorie di sequenze di movimento, per creare e spezzare relazioni, per destare il desiderio che stimola l'azione. Shell indaga la relazione tra il danzare senza vedere e a partire dallo sguardo, tra la forma e il movimento, la misura e il suono.

Helen Cerina


HELEN CERINA

Helen, nata nel 1984, è un’artista indipendente che opera sia da sola che in collaborazione con altri. Dall’estetica semplice, cruda, quasi crudele nella sua testimonianza ironica a volte volutamente infantile, il suo giocoso lavoro coreografico non cerca d’essere qualcosa che non è. “Mi dedico a dar forma al mio immaginario senza limitazioni di settore”, in questa frase è sintetizzata una ricerca artistica che, pur servendosi della danza, valica nella performance art, nell’arte visiva e nel colloquio, utilizzando il concettuale per arrivare al popolare.

Crea Du Liebst mich zu viel che viene mostrato a NID prima vetrina nazionale della danza e altri Festival. Con lo studio Iperrealismi partecipa ai concorsi Game 2012 e Nextwork 2013. Dal 2008 porta avanti una ricerca sullo sguardo a partire dal danzare senza vedere, intitolata How.
Helen fa parte della piattaforma Matilde, un progetto della regione Marche e Amat e, dal 2012, è artista residente presso il Centro Inteatro di Polverigi che sostiene e diffonde i suoi progetti artistici. Shell è il suo nuovo lavoro.


26 APRILE

#6

ZEROGRAMMI / LA GRAMMATICA DELLE NUVOLE


progetto, regia e coreografia Stefano Mazzotta

con Chiara Guglielmi, Chiara Michelini, Stefano Roveda

drammaturgia Fabio Chiriatti

voce off Maria Cristina Valentini

costumi, scenografie e luci Stefano Mazzotta

produzione Zerogrammi 

in collaborazione con Teatro di Bismantova (It), Luft Casa Creativa (It)

con il sostegno di Regione Piemonte, Mibact.


 

La grammatica delle nuvole è il sistema di regole che disciplinano la capacità di sognare. A esso potremo affidarci quando ci sembrerà che non esistano più luoghi sconosciuti da visitare, più nessun bosco da esplorare né mari da solcare sperando di imbattersi in isole misteriose. Potremo perderci tra le sue pagine se avremo l’impressione di non corrisponderci più e che un imminente sentimento di uniformità si stia prendendo gioco delle nostre differenze. Allora potremo chiamarci “Alice”, custodi di un paese chiamato delle meraviglie, lievi e traboccanti di domande curiose, in caduta libera verso un ignoto misterioso che promette avventure. Alice. La Grammatica delle nuvole racconta una caduta all’indietro. E un paese delle meraviglie che tutti ci attende, sospeso nell’alba di un autunno dolcissimo e perenne. Vi abitano personaggi improbabili e strampalati, che raccontano un carosello di evocazioni e memorie di un tempo lontano condiviso con Alice, della quale ora resta in scena solo l’eco di una voce nascosta. È dunque la dolcezza del ricordo a regnare in questo nostalgico giardino d’autunno dov’è sempre possibile prendere un thè, dove è lecito essere grandi o piccoli all’occorrenza. Dove, se solo volessimo dare loro un nome e chiamarle a noi, potrebbero schiudersi, davanti ai nostri occhi, infinite lievi meraviglie, celate tra le cose più piccole e insignificanti.


ZEROGRAMMI

Quella di Zerogrammi è una danza di piccoli gesti quotidiani, di dettagli minimi, invisibili, imperfetti che rivelano, pur nella loro inconsistenza, gli aspetti più profondi dell’essere umano. Sono fondatori e coreografi stabili della compagnia Stefano Mazzotta ed Emanuele Sciannamea, entrambi diplomati presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica “Paolo Grassi” di Milano. Ogni loro produzione scaturisce non solo dal lavoro in sala ma da un oculato programma di residenze coreografiche, attività di formazione e scambio di competenze tra artisti, progetti video e fotografici intorno alle tematiche narrate. Ogni azione ad esse connessa diviene un segno, una tappa di un diario di viaggio che è ricerca (anche geografica) della più efficace forma di condivisione e di un’onestà scenica costruita sulle parole urgenza e necessità.

 

locations


Teatro dell'Orologio

via de' Filippini 17, Roma


contatti

Teatro dell'Orologio

06 6875550

[email protected]






via dei filippini 17/a Roma